PROCESSO TRIBUTARIO TELEMATICO: COSA DICE IL GARANTE PRIVACY

Salvatore Iadevaia

Il Ministero dell’economia e delle finanze è favorevole allo schema di decreto direttoriale, che aggiorna l’utilizzo di strumenti informatici e telematici nel processo tributario.

Processo tributario telematico, si esprime il Garante

C’è il disco verde da parte del Garante privacy agli aggiornamenti tecnici, anche se si dovranno rafforzare le misure per tutelare la riservatezza dei dati. Questo è, in sintesi, il parere espresso dall’Autorità allo schema di decreto direttoriale, predisposto dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Le modifiche Ptt

Il testo cambia alcuni aspetti del funzionamento del Sistema informativo della giustizia tributaria (S.I.Gi.T.), come le modalità di sottoscrizione dei documenti informatici, la verifica dei documenti stessi e l’utilizzo della firma digitale.

L’autorità per la protezione dei dati ha chiesto un’integrazione allo schema di decreto per garantire maggiori tutele alla riservatezza dei dati delle persone interessate, adeguandolo alla normativa europea (Gdpr) e italiana in materia di privacy.

Responsabilità dei soggetti e obblighi nel processo tributario telematico

Tra le richieste dovranno essere definite le responsabilità dei soggetti coinvolti nel trattamento dei dati ed esplicitati gli obblighi informativi in caso di violazione degli stessi (data breach).

Il decreto dovrà prevedere il periodico aggiornamento delle misure tecniche e organizzative adottate al fine di garantire un livello di sicurezza adeguato ai rischi presentati dai trattamenti.

Il Garante privacy chiede “più tutele” per poter usare i dati delle fatture elettroniche ai fini dei controlli

L’Agenzie delle Entrate e la Guardia di Finanza non possono (ancora) utilizzare i dati delle fatture elettroniche per l’analisi del rischio di evasione e i controlli fiscali. Il Garante per la protezione dei dati personali ha infatti espresso parere favorevole allo schema di provvedimento del direttore sulle nuove regole tecniche per la memorizzazione delle fatture ai fini previsti dal decreto fiscale del 2019, ma ha chiesto che siano “assicurate maggiori tutele a protezione dei dati” e che venga adeguata la normativa. Non si è ancora trovato un punto di equilibrio tra la privacy del contribuente e il diritto al recupero di risorse pubbliche del contribuente stesso”.

Lo schema presentato al Garante disciplina le modalità con cui l’Agenzia intende memorizzare e rendere disponibili, al proprio personale e alla Guardia di finanza, i file in formato xml delle fatture elettroniche e i dati che contengono. Inclusi, salvo alcune eccezioni, quelli relativi alla natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi acquistati.

Il Garante, inoltre, contestualmente al rilascio del parere all’Agenzia delle entrate, ha segnalato al Parlamento e al governo l’opportunità di introdurre una disposizione legislativa per limitare l’utilizzo delle informazioni contenute nelle fatture elettroniche alle sole finalità di contrasto all’evasione fiscale, limitando i diritti di accesso alla documentazione amministrativa da parte di soggetti non collegati alla fattura, nel rispetto dei principi di proporzionalità, di liceità e correttezza, di limitazione della finalità e di minimizzazione del trattamento.

Infine, il Garante sta intervenendo presso le associazioni di categoria degli operatori economici per ricordare che non devono essere emesse fatture elettroniche al posto di altri documenti commerciali, come lo scontrino fiscale, se non nei casi previsti dalla legge o su richiesta del consumatore stesso.

Fonti: Studio Cataldi, Il Fatto Quotidiano, Borsa Italiana.

 

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Salvatore e Carlo Iadevaia

Salvatore e Carlo Iadevaia

Dottori Commercialisti e Revisori dei Conti
Fondatori dello Studio Iadevaia

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