In questi giorni gira la frase “credito d’imposta al 180%”. In realtà non è un credito d’imposta: la Legge di Bilancio 2026 reintroduce una maggiorazione del costo fiscalmente rilevante dei beni (iperammortamento), che si traduce in più deduzioni tramite ammortamenti (o canoni di leasing) ai fini delle imposte sui redditi.
Tradotto brutalmente: non ti arriva un F24 “a rimborso” come col credito d’imposta; scarichi di più negli anni, se hai reddito imponibile su cui assorbire la deduzione.
1) La norma: chi, cosa, quando
Chi può usarlo
Spetta ai soggetti titolari di reddito d’impresa che investono in beni strumentali destinati a strutture produttive in Italia.
Finestra temporale
Vale per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, ma con una condizione molto rilevante: i beni (per la quota agevolata) devono essere prodotti in UE o in Stati aderenti allo SEE.
2) Quanto vale: le tre fasce (fino a 20 milioni)
La maggiorazione del costo (da usare per calcolare ammortamenti/canoni deducibili) è:
- +180% per investimenti fino a 2,5 milioni
- +100% per la quota oltre 2,5 e fino a 10 milioni
- +50% per la quota oltre 10 e fino a 20 milioni
Esempio secco (SRL, IRES 24%): bene 1.000.000 €
maggiorazione 180% ⇒ costo fiscalmente “maggiorato” di 1.800.000 € (costo complessivo “deducibile” 2.800.000 €).
Il vantaggio reale dipende dall’aliquota e dal piano di ammortamento: più deduzione spalmata nel tempo, non incasso immediato.
3) Quali investimenti sono ammessi (qui si gioca la partita)
La maggiorazione è riconosciuta per investimenti in:
A) Beni “Industria 4.0” (materiali e immateriali)
- beni materiali e immateriali nuovi compresi negli Allegati IV e V (elenchi “nuovi” allegati alla Legge di Bilancio 2026),
- interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
B) Beni per autoproduzione di energia rinnovabile (autoconsumo anche “a distanza”)
Rientrano anche:
- beni materiali nuovi strumentali all’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza,
- inclusi impianti di stoccaggio dell’energia prodotta.
Fotovoltaico: paletto forte. Per il solare sono agevolabili solo impianti con moduli fotovoltaici rientranti in specifiche tipologie richiamate dalla norma.
4) Requisiti “anti-fregatura”: esclusioni e condizioni operative
Esclusioni (nette)
Fuori le imprese in:
- liquidazione, fallimento, liquidazione coatta, concordato senza continuità, procedure concorsuali,
- e le imprese con sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001.
Condizioni obbligatorie (se mancano, salta tutto)
- rispetto normativa su sicurezza sul lavoro,
- regolarità contributiva (INPS/INAIL).
5) Cumulo sì, ma con regole. E una incompatibilità pesante
Cumulo con altri aiuti
È cumulabile con altre agevolazioni (nazionali/UE) sugli stessi costi solo se:
- non si coprono le stesse quote di costo,
- e non si supera il costo sostenuto;
- la base di calcolo va al netto di sovvenzioni/contributi ricevuti sugli stessi costi.
Incompatibilità (da segnare in rosso)
La maggiorazione non si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni dell’art. 1, comma 446, L. 207/2024 (cioè il “vecchio” impianto del credito d’imposta beni strumentali 4.0 soggetto a tetto di spesa e prenotazioni).
Quindi: o iperammortamento o credito 4.0 (comma 446) sullo stesso investimento. Niente doppio giro.
6) Procedura: entra in scena il GSE (e qui cambieranno le abitudini)
Per accedere al beneficio l’impresa deve trasmettere telematicamente tramite una piattaforma del GSE (modelli standardizzati) comunicazioni e certificazioni sugli investimenti agevolabili.
È previsto inoltre:
- un decreto attuativo MIMIT + MEF entro 30 giorni dall’entrata in vigore, che definirà modalità, contenuto e termini di comunicazioni/certificazioni e documentazione. Gazzetta Ufficiale
- il GSE gestirà accesso e controlli (convenzione con MIMIT) e la piattaforma informatica. Gazzetta Ufficiale+1
7) Checklist operativa (pratica, per non buttare via il vantaggio)
- Classifica il bene: è in Allegato IV o V? (oppure rinnovabili per autoconsumo)
- Fornitore/produzione: verifica la condizione “prodotto UE/SEE” (non dare nulla per scontato nei contratti).
- Interconnessione: pianifica col fornitore l’interconnessione reale (tempi, test, documentazione).
- Incompatibilità: se stai usando il credito 4.0 (comma 446 L. 207/2024) su quel bene, iperammortamento non applicabile.
- Piattaforma GSE: prepara dossier (preventivi/ordini, schede tecniche, certificazioni) pensando già alle comunicazioni.
- DURC e sicurezza: controlla prima, non dopo. Se hai irregolarità, ti stai auto-sabotando.